Gastroscopia
Sabato mattina: gastroscopia. Vado abbastanza tranquillo... supero il senso di schifo del saporaccio (la merda credo sia più gradevole) dell'anestetico in bocca ma mi si drizzano i capelli quando vedo il TUBO che dovrei farmi infilare nello stomaco...
Grosso come un pollice umano, nero, con tacche da 10 cm a botta...
Tutto sommato sono stato dentro un minuto... uno dei minuti più da incubo della mia vita. Non accetto battute sulla eventuale affinità con un pompino: di norma per fare un pompino non ti anestetizzi la gola... e il cazzo non è lungo qualche metro... e oltretutto non lo maneggia un'infermiera!
Non commenterò le varie morti illustri avvenute ultimamente (ci sono così tanti commenti, dalle cagate mostruose alle banalità ai commenti illuminati che il mio nasce già superfluo) ma scrivo solo per condividere con gli affezionati lettori la novità: ho deciso definitivamente di operarmi x lo stomaco e domani inizio un ciclo di analisi passando per la gastroscopia... quando dico che devo fare la gastroscopia tutti fanno delle smorfie strane. Io francamente mi sento abbastanza tranquillo, ma se continuano così mi preoccupo... Il brutto di tutto ciò è che il mio compagno si è sentito estromesso dalla decisione di operarmi... sto tentando di fargli capire che non è un problema estetico quanto di qualità della vita: mi conosco, so che non riuscirò a passare la vita a pesare le porzioni, rinunciare a questo, a quell'altro... l'operazione è un passo ormai necessario. Voglio dire, se a 35 anni sono riuscito a far arrivare i miei valori a livelli da jackpot (200 di glicemia... e il primo commento del mio medico è stato "ma che shì mattu"? (=ma che sei matto?) alla visione dei risultati delle analisi... per tacer del colesterolo, transaminasi e quant'altro...) mi immagino cosa riuscirò a fare a 45 anni... se ci arrivo.