"...Carica di musica tu fai fotografie. Pensi ad altre lettere ad altre poesie. Stringi il tuo diario a colori un po' più prezioso di ieri. Poi nella fila dei fari chiedi un passaggio e scompari. Auguri."
E ti ho ritrovato oggi... avevo 13 anni quando ti sentivo per la prima volta. Complimenti, hai 21 anni e te li porti benissimo, sei invecchiata stupendamente. Oggi posso scegliere come evocarti: in digitale, su mp3 o su cd... in analogico, su vinile o sulla cassetta che registrai all'epoca con quel giradischi raffazzonato che a riscoltarla oggi fa pietà... ma che emozione bella che sei. Mi tocchi in fondo. Ancora, dopo 21 anni mi fai venire il brivido in quel passaggio che ho riportato qui sopra. E oggi che potrei, saprei capirti a fondo, che potrei assaporare in pieno il significato delle tue parole, mi ritrovo a riviverti semplicemente e non di più... sperando di riassaporare lo smarrimento che provai la prima volta. Ma purtroppo non si può formattare la testa e rivivere tutto con l'anima vergine...
Richiesta
Non è che per caso qualcuno di voi gentili lettori (affezionati e casuali) ha il testo di "La Rossa" di Milva? Ringrazio anticipatamente...
Le città di mare
Una vecchia canzone di Eugenio Bennato aveva questo titolo, e ritraeva con colori pastello e l'occhio languido del romanticismo sfrenato una città-di-mare-tipo in cui l'atmosfera incantata e alcuni versi oleografici con la consistenza dello zucchero filato portavano l'ascoltatore a sognare che esistessero veramente... Voglio dire, cosa si può dire di un verso che recita: "le città di mare sono i punti del mondo dove vanno a finire i rumori di fondo...". E' tutto molto bello, tu ti immagini questa splendida cittadina, molto silenziosa, tranquilla, bianca, assolata ma senza sudare, dove puoi camminare sul bagnasciuga meditando sui massimi sistemi o sui casini personali senza incontrare nessuno, senza trovare una busta del Conad che fa capolino dalla sabbia, senza mettere i piedi su una taglientissima (e per questo fetentissima) conchiglia spaccata che aspettava solo la tua pianta del piede... un posto idilliaco insomma.
Io però ci abito in una città di mare. E cerco di viverci anche. Bisognerebbe innanzitutto avvertire buona parte del mondo che mi incontra che PUO' CAPITARE che nel mondo ci sia qualcuno (nella fattispecie IO) che abita a 20 metri dalla spiaggia e che NON ami frequentarla. Sia chiaro, non ho detto che non amo il mare, ho solo detto che non mi piace andare in spiaggia, prendere la tintarella e cose così... càpita quindi che mi ritrovo al 9 di Agosto con i miei amici milanesi ("abbiam preso un'appartamentino per un mese chè i bambini han bisogno di mare e robe del genere, ma quest'anno è l'ultima volta che veniam qui, sai... dall'anno prossimo tutta sardegna"... e lo dicono ormai da 16 anni) che non trovano nulla di meglio da fare, dopo che non ci siamo visti per un anno, che dirti "ma vivi come dracula... vuoi mimetizzarti con l'intonaco?" e io, paziente come un blocco di travertino (autocitazione) che gli ripeto per l'ennesima volta che non amo andare al mare. Conseguentemente arriva il tipico confronto bracciomio/bracciotuo dove io esco invariabilmente perdente... Ci sono alcuni esemplari di persone che, arrivati in zona il 2 Agosto bianchi come latte, al 9 Agosto esibiscono una tintarella degna di un gianduiotto appena scartato... ho il sospetto che sostituiscano le lampadine delle case in cui vanno con le lampade UVA, oppure è necrosi dell'epidermide abilmente mimetizzata... Comunque, fatta la premessa (se mi incontrate, non mi chiedete come mai sono così bianco... potrei mordervi per dimostrarvi che sono veramente un vampiro, non per esaurimento nervoso...), vorrei raccontare cosa succede in questa città di mare: da giugno a fine agosto: oltre a un'orgia di mercatini, mostre campionarie, sagre improbabili (esiste anche la "sagra delle sagre" qui) e lo spostamento dei ritmi sonno/veglia, inizia l'anarchia del traffico urbano... trovare un posto diventa vitale come un trapianto di fegato, pretendere il rispetto dello stop è una pia illusione, ma soprattutto due cose fanno imbestialire il sottoscritto (con annesso snocciolamento di "treccia di bestemmie" come dicono qui): la gente che non cammina sui marciapiedi, e le biciclette in contromano.
Lancio un appello ai lettori: se un giorno dovessi andare in galera perchè ho perso la trebisonda e ho fatto cantare i cilindri della mia macchina contro qualcuno che rientrava in una delle due categorie succitate, mi venite a portare le caramelle in carcere?
Da lavoratore dipendente, io pago le tasse... non posso esimermi, non fosse altro perchè il denaro che mi arriva in mano è già decurtato alla fonte dal solertissimo erario. Fin qui tutto normale. Ma io mi domando (porcaccia Eva e la mela in bundle), cosa pago a fare le tasse quando con tali soldi vengono riparati marciapiedi che nessuno usa? Ora, chi legge magari non ci crede, ma io giuro sulla mia testa che ho visto molto spesso marciapiedi vuoti e la gente che cammina IN MEZZO ALLA STRADA! A rigor di logica, il marciapiede E' RISERVATO ai pedoni e il manto stradale E' RISERVATO alle automobili... allora se i pedoni pretendono di camminare in mezzo alla strada, io posso guidare sul marciapiede, no? Parrebbe di no... visto che se lo faccio rischio due cose: l'intervento della neuro e della polizia stradale. Ma l'altro giorno c'è stato il meglio... mi stimolano la nervatura come un eccitatore elettrodinamico trifase quelle persone che guidano la bicicletta senza avere la percezione di sè o del mondo intorno a loro (quasi come in trance)... e se a tutto ciò ci aggiungiamo che pensano "visto che sto in bici (E IN VACANZA) saltano tutti gli schemi, quindi i sensi unici o i divieti di transito non mi riguardano", beh allora il mix si fa esplosivo... qualche volta scoppia pure, come me che ho inchiodato la macchina e ho insultato ad alta voce una signora che, aveva imboccato una strada dal lato opposto. Io , dovendomi immettere a destra, ho guardato a sinistra, (ero in uno svincolo a T) e di punto in bianco mi sono trovato a 30 cm dal paraurti questa signora proveniente da destra ma dal lato sbagliato della strada... Dio, o chi per te, grazie per avermi dato questi riflessi, grazie per avermi infuso un certo senso di responsabilità che mi ha fatto cambiare le pasticche dei freni un mese fa... Ovviamente, passato il mezzo infarto, sono sceso dalla macchina e ho affrontato la borbottante signora... la risposta è stata "non mi rompa i coglioni, pirla... io son in vacanza, faccio quel cazzo che mi pare...". Dopo dici che uno diventa razzista coi turisti... fanculo alle città di mare... fanculo agli chalet con Ooohciuaua fino alle 2 di notte, fanculo a chi pretende di venire qui e perchè "mi paghi, mi poti, mi fas quel che voli...", fanculo agli abitanti dei paesi limitrofi che ti parcheggiano davanti al passo carrabile con rimozione (CHE IO PAGO, porca eva+mela) e che si incazzano se gli chiami il carro attrezzi... fanculo ai vigili che invece di dare il buon esempio (e di lavorare) stanno in mezzo alla strada anche loro a parlare con la gente o sempre buttati in un bar a spaccarsi di caffè e chiacchiere...E il prossimo che mi dice "Che fortuna, tu abiti a 20 metri dal mare, in un posto turistico" gli meno!
MIX-TEBAN
Ok, ok... l'ho fatto... sono riuscito a recuperare un briciolino di autostima e a rimettermi in pista dopo anni che non lo facevo. Venerdì sera sono andato a mixare (ma mixare davvero, coi dischi e coi 1200, non con i cd o gli mp3 come i ragazzetti di adesso) dopo 3 anni dalll'ultima festa fatta col mio mixing partner. Tributo a Gianluca: QUANTO CAZZO MI SEI MANCATO. No, dico davvero... mi sei mancato da morire. Oltretutto sono andato a mixare coi tuoi piatti e il tuo mixer (ora, dopo la nascita di Gaia hai altro a che pensare...
). Tu eri la mia parte razionale, il missaggio controllato... aspettavi il bridge di uscita per cambiare brano, mentre io ero (e sono tuttora) molto irrequieto: una strofa, un ritornello e via cambiare. Tu sei sempre stato quello strapreciso: i piatti in bolla, le grammature rifatte ogni volta, lo spray nettacontatti nei cursori... a me bastavano 2 piatti e 2 fader e via... Cazzo quanto mi sei mancato, e quanto mi manchi. Te lo lascio per iscritto anche se non credo che lo leggerai mai: Ti Voglio Bene Gianluca.
Altra notizia: in questa discoteca in cui sono andato a mixare (discoteca gay, sia chiaro) c'era anche lui... quello del post del 24 giugno. Ecco... il casino è che nonostante io sappia per certo che la mia vita è con il mio amore, noto con inquietante sicurezza che l'infatuazione non è passata... nonono... non è passata... anzi, venerdì era tutto un cercare di farlo passare vicino alla consolle per un contatto fugace... tutto ciò (quasi) davanti al mio compagno. Il brutto è che questo tipo qui, si era ben accorto della mia cotta... pare che comunque non sia un problema per lui, che anzi da un lato gli fa piacere. Io so solo che quando la situazione è così sbilanciata in un senso, non possono arrivare altro che guai... Speriamo bene. Comunque ho ottenuto il mio risultato: la gente urlava di divertimento... e quando ho passato il video della Carrà (giocavo in casa: la Carrà in una disco gay...) è stato tutto un ancheggiamento all'unisono... ![]()