Pizzettare ignoranti
Sabato pomeriggio ero in pizzeria con il mio compagno, ed immergevo le mie arcate dentarie in uno splendido pezzo da 1, 2 euro di pizza bianca-con-mozzarella-prosciuttocotto-e-funghi. Ad un certo punto è entrato un trans brasiliano. Erano grossomodo le 18. Immagino sia stato brasiliano... quantomeno aveva il tipico modo di parlare di chi è di madrelingua portoghese. Comunque il tipo appariva in questa maniera: vestitino semplice semplice color pesca, ciabatte stile infradito con zeppa, occhiali da sole, capelli lunghi neri, seno prosperoso (immaginerei una quinta) e una inequivocabile voce baritonale. Si mette in fila incurante dei bisbigli (abitudine, immagino) e al suo turno chiede un pezzo di pizza. Io ero dopo di lui (per il bis di pizza... non mi regolo mai ^_^), e avevo notato un certo tipo di smorfie della pizzettara come di quella che trattiene a stento le risa. Non appena è uscito il tipo, la pizzettara scoppia in una risata enorme (!) e mi fa "No, ma dico... a lu sci vishtu?" (traduzione dal barbaro dialetto locale: No, ma dico, lo hai osservato bene?). E io: beh, cosa c'era da vedere? Lei: ma ti rendi conto? E io (che nel frattempo già prevedevo la fine del nostro dialogo): scusa, di cosa dovrei rendermi conto? E lei: ma era un uomo! ma te rendi conto che sembra una donna e invece è un uomo? per me è un mostro. E io: beh , tu ti ritieni una donna, probabilmente appari come tale, ma personalmente ti stimo meno dello zerbino che hai qui davanti, vista la tua ottusità e scarsa sensibilità. Lei (ovviamente urlando) Ma chi ti credi di essere, come ti permetti? E io (sulla soglia, dopo avergli buttato sul banco 5 euro): sicuramente non meglio di te, ma neanche peggio... anche perchè essere peggio di te è impossibile. Alla fine della fiera ho anche litigato col mio compagno perchè lui dice che comunque io non dovevo impicciarmi perchè la tizia tanto non sarebbe mai cambiata. MA SE E' STATA LEI A COMINCIARE!
Giornata calda oggi
Torchiato, spremuto, sviscerato come un peperone in ufficio. La cosa peggiore è stata dover raccogliere i cocci dell'autostima di una collega (una delle poche veramente in gamba) in lacrime... il titolare alle volte è veramente una merda... no, peggio. La nota positiva è che ho scoperto che quel collega giovine giovine che mi intrigava tanto non è grassotto, ma muscoloso... mon dieu... que je suis une putaine quelquefois... e poi oggi siamo stati tutto il pomeriggio a lavorare insieme... maremma... Non è strapalestrato, è un ex grasso che si è fatto i muscoli... quindi ha delle forme molto morbide... mmmmmmmm.... Caldaccio boia qui nelle Marche, i miei peli, tanto per cambiare, nuotano a morto. Oltretutto ho voglia di sex, quindi sto mezzo isterico... fortuna c'è Pennac...

| Way to blue (2:22) by Nick Drake Arranged by Robert Kirby From: Five Leaves Left |
Don't you have a word to show what may be done |
Geni e mistificatori?
I Krisma (o come si facevano chiamare agli inizi: Chrisma) stanno invadendo la mia vita musicale... dopo aver flashato il commesso della "Casa del Disco" nel 1980 chiedendogli i 45 di Cathode Mamma e Many Kisses tutti-e-due-insieme (beh, all'epoca avevo 10 anni e sarebbe stato più normale che chiedessi "Dolce Remi"), li sto riscoprendo ultimamente... sono geni precursori della new wave e della musica elettronica o 2 tossici scoppiati che si divertivano a "ciappinare" con i synth, mettendo 2 notine in croce e spacciandole per opere d'arte prendendosi incredibilmente sul serio? O forse il senso dell'arte è tutto qui?
A - I - U - T - O
ho ritrovato un vecchio 45 giri dei Chrisma (forse è il primo), si intitola "Amore"... sta andando in loop da almeno una decina di volte sul mio giradischi... non riesco a toglierlo...è ipnotizzante... aiut...
Fatto
Fatto 1: sabato 7 giugno ero in un punto vendita di una grande catena italiana (expert x la precisione) per acquistare un condizionatore. (corollario al fatto 1: il mio blog si chiama "Il Sottotetto" perchè io VIVO in un sottotetto che ha la caratteristica di diventare una fornace d'estate).
Fatto 2: scelto il modello ed alcune stronzatine varie di elettronica di consumo da aggiungere alle rate mi avvio verso il banco della Agos Itafinco per trattare le rateizzazioni ad interesse zero.
Fatto 3: mi viene detto che non possono farmi le rate perchè: 1- non ho un lavoro continuativo da almeno 6 mesi. 2- MOLTO PIU' IMPORTANTE: il mio contratto è a termine e quindi loro non possono ovviamente farmi le rate a 18 mesi visto che ho un contratto che non copre il periodo rateizzato.
Fatto 4: ho tentato di spiegare alla gentile signorina che il mio datore di lavoro usa fare contratti a 4 mesi per almeno un anno e e più, poi ti assume a tempo indeterminato. Purtroppo non c'è stato nulla da fare.
Fatto 5: mi sono chiesto (e me lo chiedo tuttora) come faremo in futuro quando esisteranno (come sembra sia l'intento di questo governo e del suo capo) ulteriori agevolazioni per i datori di lavoro che assumono a termine: voglio dire, se nessuno mi fa le rate perchè ho un contratto a termine sulla carta (anche se in realtà il mio capo mi riassume ogni 4 mesi, e lo fa perchè così risparmia dei soldi su di me), come pensa, il nostro governo, che io faccia girare l'economia, visto che non posso comprarmi quello che voglio a rate perchè non ho un contratto a tempo indeterminato per il quale rateizzano tutto? Piccolo esempio, oltre al condizionatore volevo comprarmi un monitor Olidata Lcd da 17 pollici, il cui costo era sui 500 euro. Ovvio che lo avrei rateizzato perchè 500 euro di botto non li spenderei mai. Ma se non mi accettano le rate perchè ho un contratto a termine (e non ne avrò mai più uno a tempo indeterminato, come vorrebbero fare), come faccio io a far girare l'economia e a farmi dire grazie da tutti quelli che incontro per strada? E la Olidata ha venduto un monitor in meno...
PS: il condizionatore l'ho poi preso a rate lo stesso perchè mio padre ha firmato per me, visto che lui , essendo pensionato, ha un reddito fisso garantito... forse stanno spostando l'economia verso la terza età... boh...
Eppure una volta era diverso...
Un sondaggio pubblicato su (http://www.rockol.it/News.asp?idnews=54536&pagina=2&idartista=) dimostra che forse noi con la cassettina siamo l'unica generazione ragionevole. Eppure non ci rompevano tanto le palle all'epoca co'sta storia della crisi del mercato discografico... avevamo le radio libere ("ma libere veramente") e i nostri bravi radioregistratori con il magico tasto "pause". Il mio philips ci è rimasto per ore mentre navigavo attraverso l'etere e cercavo canzoni da registrami sulle mie Basf, Scotch, Maxell, Tdk... Ne ho ritrovata qualcuna, e ovviamente mi sono rimesso ad ascoltarle. Buffo notare come poi di queste cassette potrei disfarmi come nulla fosse: le canzoni che avevo registrato, ora come ora, le possiedo tutte in originale. Eppure non era infrequente ai tempi fare telefonate del tipo "Ciao, scusa, sto registrando la canzone, ti spiacerebbe non parlarci sopra?". Anni dopo, passato dall'altra parte del microfono, mi intenerì ricevere una telefonata del genere.
Blog attraction
Sarà normale che io non inizio a lavorare la mattina se non leggo i blog di (nell'ordine): Underworld, Lefty33, Ma, Ilmoscerinogay, e qualche volta anche Festen? E che se per caso non riesco a fare queste cose perchè qualcuno mi interrompe, divento una belva con l'interruttore (nel senso di "colui che interrompe")? Dipendenza da Blog? O voyeurismo telematico? O forse la mattina ho troppo tempo libero? ^_^
Bozza di lettera per mia madre
Mi rendo conto che in quanto gay non mi sono permesse molte cose: la riunione del parentado per le feste comandate... la mega tavolata con tutti gli zii a natale e pasqua . Ovvio che se dovessi presentarmi a queste feste comandate con lui dicendo "Questa è la persona con la quale ho deciso di invecchiare... lui è la mia famiglia", provocherei almeno almeno un paio di infarti, nonchè una serie di scomuniche e reazioni isteriche, fiumi di lacrime e minacce varie. Ma quello che mi chiedo io è: perchè l'atteggiamento delle persone riguardo a CHI ami cambia in base al sesso? Suppongo che mia madre mi preferirebbe sposato ad una stronza con la quale mi sentirei morto dentro piuttosto che gay ma felice. Ma non perchè mia madre sia cattiva con me, per carità... è che per lei (vista l'educazione che ha ricevuto) non è possibile essere felici se si è gay. Ma come farò a dirle (sempre se, a quanto dice Daniela, non lo ha già capito) che lui è quello che riesce ad impedire che io mi sbricioli sotto il peso dello stress quotidiano, che mi manca il fiato se penso alla mia vita senza lui, che la mia ragione di vita, il mio obiettivo è vivere con lui... che per primo io ho faticato (e non poco, sia chiaro) a rendermi conto che l'amore non guarda in faccia a nessuno, maschio, femmina, gay, etero... che ti travolge, che se ne strafotte delle tue convinzioni, dei tuoi dogmi e della tua educazione e non fa altro che esistere. Ecco, l'amore esiste... e non puoi ignorarlo mamma. Un giorno lo saprai. E quel giorno io non potrò far nulla per impedirti (erroneamente) di soffrire per me... CHE NON SOFFRO!!! Il paradosso è qui. Ma io so perchè soffrirai, sai? Tu soffrirai perchè vedrai i figli delle tue amiche che si sposano ed hanno bambini e tuo figlio no, avrai paura che la gente non ti rivolga più la parola perchè tuo figlio "è frocio"... peggio... ti verranno a riferire che "hanno sentito che si dice che si mormora che pare che...", magari i parenti prenderanno le distanze da te perchè "oddio un nipote gay, e chi se lo sarebbe aspettato?" (come se lo facessi per dispetto). Eppure ci sarebbe un modo per non causare tanta sofferenza. Basterebbe che continuassi ad amarmi per come sono. Cosa sposta a te sapere CHI amo. Dovrebbe spostarti molto di più sapere SE amo o non amo. Quella sarebbe la vera tragedia, non avere l'amore per tutta la vita. Se tu prendessi coraggio e te ne fregassi di quello che la gente potrebbe pensare (tanto la gente pensava male pure di Gesù, quindi...) riusciremmo a vivere tranquillamente... Ma purtroppo non lo farai, lo so... e il giorno in cui saprai, mi perderai. Sarà inevitabile, ma tu non mi permetterai più di vivere con te. Indipendentemente dalla casa in cui vivrò, probabilmente piangerai ogni notte ma so che dovremo separarci. So che in realtà non lo farai per cattiveria, ma ti ritrarrai come un riccio, come se ti avessi vibrato una coltellata all'improvviso... Tutto questo dolore per cosa? per gli altri? per la gente? la società? E che cosa fa la "gente" per te? Vale più la "gente" di un figlio? Lo so che non lo farai per cattiveria, ma succederà. Forse però un giorno capirai, e io ti avrò aspettato. Diciamo che ci spero. Se tu invece capissi subito, faremmo prima...