martedì, 27 maggio 2003

Sottofondo di "Amici di Maria De Filippi"

Cambio di look al blog... finalmente posso ospitare un mio grande amore sul blog: Roy Lichtenstein. Ho promesso una cosa ad una persona, ma allo stato attuale mi vergogno ancora molto nel farla. Non è tanto il fatto che questa persona possa vedere e giudicare, quanto il fatto che io debba giudicarmi... non credo di avere abbastanza forza per riuscire a sopportarmi... Faccio già abbastanza fatica a non andare in cerca di qualcuno da picchiare. Eppure sono sempre stato un buono, ho sempre rifuggito le botte, ma ora come ora mi sento una rabbia in corpo simile ad una pentola in ebollizione con il coperchio... e non ho idea di come sfogarla e soprattutto da dove possa venire... mi faccio paura a volte per quello che riesco ad immaginare di fare. Oggi parlavo col mio compagno e gli ho detto (citando una vignetta di Cavezzali): voglio fare qualcosa... qualcosa tipo... un danno, un atto di teppismo, guerriglia urbana... insomma un pò di sana cattiveria disinteressata, un distillato di bastardaggine. Perchè tanto odio?(altra citazione da Cavezzali). Comunque presto manterrò quella promessa fatta...

Sottofondo di "Amici di Maria De Filippi".2

Invidio i blogs con una caterva di commenti... mi rendo conto che se anche sono arrivato a quasi 9000 visite, pochissimi commentano... forse dovrei scrivere in maniera meno chiara e un pò più maudit...

Sottofondo di "Amici di Maria De Filippi".3

AAAAAAAAAAAARGH! Terminate la MDF! Terminate la sua falsa "amichevolezza"! Terminate la sua erre moscia!... già che ci siete, passate pure dal marito? grazie...

PS. Samuel dei Subsonica... questo è un messaggio per te (quasi una minaccia): prima o poi ti possiederò!

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martedì, 27 maggio 2003

grazie, no... sono a posto così. Come avessi accettato. No figurati, mica faccio complimenti. No, no, sono a posto. Certo, tranquillo. Ma no, figurati. Uff... vabbè dai, dammelo... ma no che non mi offendo, dai, dammelo... uffa dai, ora non fare il bambino, dammi qua... oh, allora?... vabbè allora, se me lo dai, ok, sennò basta, ok? Vabbè allora vai a cagare, te e il tuo dolcetto di merda!
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martedì, 20 maggio 2003

Lavorare al CED 2  (sto pezzo di merda!)

Il pezzo di merda in questione è il mio capo che va chattando a destra e a manca senza pudore, alternando frasi da fidanzatino di peynet a frasi degne delle didascalie di "Caballero".  Oggi ho scoperto (sempre ravanando nei suoi logs, ai quali chiunque in azienda avesse voglia può accedere) che si incazza perchè secondo lui io mi faccio bello con il suo lavoro. Porca eva, la cosa che mi fa più incazzare è quando travisano le mie azioni. Io sono terrorizzato all'idea che un giorno lo sbatteranno fuori, perchè tutta la responsabilità dell'azienda ricadrà su di me... E lui, nonostante io mi dimostri gentile nei suoi confronti, cosa fa? trova secondi fini in quello che faccio....mavaccaghèr... Oltretutto secondo lui lo infastidisco perchè lo interrompo continuamente... Ma guarda tu... io per riguardo nei suoi confronti, non vado lì e gli urlo "brutto stronzo smettila di chattare e dammi ascolto", ma mi metto educatamente in standby per quei (mediamente) 4 / 5 minuti che passano tra me che formulo la domanda e la sua risposta, visto che è così preso dalle chattate... OK, da domani in poi, "NO MERCY"! Il  mio manifesto programmatico sarà: copia di tutti i logs e conseguente stampa e visione settimanale insieme al titolare, report completo di quello che il signore in questione fa (e non fa) in ufficio. Eccheccazzo, se devo beccarmi l'epiteto di rompicoglioni e lecchino, che almeno ci sia un motivo, no?

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lunedì, 19 maggio 2003

Lavorare al CED

Ho scoperto (ravanando dentro i logs delle chattate che si fa con le sue amichette mentre io lavoro) che il mio capo è molto geloso di me. Anzi mi considera impiccione e fastidioso. Tutto questo perchè io cerco di darmi da fare ad aiutarlo, a togliergli le incombenze più pallose. Invece lui se ne sta lì a chattare beatamente come un coglionazzo, mentre io faccio quello che fino a ieri ha fatto lui. Ovvio che non immagina che lo vogliono silurare e vogliono mettere me al posto suo, altrimenti non si comporterebbe così. Tipo ad esempio: c'è un tacito accordo per cui io rispondo sempre al telefono in modo da eventualmente rimbalzare gli scocciatori. Ovvio che, rispondendo sempre io, prendo anche le chiamate dei colleghi che ci chiedono questa o quella cosa. Quando io non lo so fare, chiedo aiuto a lui perchè ho visto che si secca se gli passo le chiamate ANCHE dei colleghi. Beh, ho letto su un suo log che diceva ad una delle sue puttanelle che io sarei "arrampicatore e subdolo". Mavaffanculo! No, dico... non solo che cerco di alleggerirgli il lavoro senza NESSUN secondo fine, oltretutto mi devo sentir dire che sono subdolo... Beh, allora, bastardata per bastardata... il tipo, qui (siamo in 2 in ufficio) fuma non meno di 2 pacchetti al giorno di nazionali senza filtro e dovreste vedere il suo mouse e la tastiera... il mouse viaggia su un terreno sconnesso pieno di cenere e tabacco, e sulla tastiera non si leggono più le lettere, visto che è oltretutto anche un porco trasandato... Se a tutto questo ci aggiungiamo che il tizio in questione si sente un dio perchè ha fatto il liceo classico (testuali parole "beh, non vorrai mettere a paragone il tuo linguistico con il mio classico"... mah...). La prossima volta che il titolare mi chiama per chiedermi se chatta gli faccio vedere anche i logs... tiè! E oltretutto è un coglione perchè mica mette i logs in una parte non condivisa... no, lui mette tutto in rete... dice "tanto chi vuoi che ci sappia arrivare"... (parlava dei suoi giga e giga di video porno).

postato da Exteban alle ore 09:34 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 12 maggio 2003

I would tell you about the things they put me through, the pain I've been subjected to, but the Lord himself would blush. The countless feasts laid at my feet, forbidden fruits for me to eat, but I think your pulse would start to rush.

Now I'm not looking for absolution, forgiveness for the things I do, but before you come to any conclusions... try walking in my shoes

You'll stumble in my footsteps, keep the same appointments I kept, If you try walking in my shoes.

Morality would frown upon, decency look down upon, the scapegoat fate's made of me. But I promise now, my judge and jurors, my intentions couldn't have been purer, my case is easy to see.

I'm not looking for a clearer conscience, peace of mind after what I've been through. And before we talk of any repentance... try walking in my shoes

You'll stumble in my footsteps, keep the same appointments I kept, if you try walking in my shoes.
Now I'm not looking for absolution, forgiveness for the things I do, but before you come to any conclusions try walking in my shoes.

 








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lunedì, 12 maggio 2003

Cube

Il mio compagno è malato. Nulla di preoccupante, sono solo i postumi di una cisti pilonidale mal curata, quindi non può stare molto seduto, non può stare molto in piedi, ha una ferita semi aperta che non riesce a rimarginarsi... tutto ciò limita i nostri spostamenti e quindi la nostra vita sociale. Mi spiego: io non ho problemi ad assecondare la sua limitata autonomia: quando mi dice che gli fa male ci dobbiamo fermare cascasse il mondo. Ovvio che serate in giro, tipo locali o discoteche, non sono più possibili, anche una semplice passeggiata può saltare all'ultimo momento per colpa di questa piaga. Nella mia vita precedente (ovvero nella città in cui sono cresciuto x 25 anni) avevo 3 giri di amici e l'invenzione (e la diffusione del cellulare) hanno aiutato molto le mie serate che normalmente iniziavano con un gruppo che poi lasciavo per raggiungere un altro... raramente si faceva l'en plein. In occasione del mio compleanno riuscivo a riunirli tutti. Da quando mi sono trasferito qui (8 anni) e da quando sto con lui (quasi 3) la mia vita sociale si è di molto ridotta. Ovvio che a 30 anni non riesci più a farti quelle amicizie profonde che fai a 15 / 16... Comunque un certo giro di amicizie (principalmente gay) c'era. Purtroppo, a causa di questo problema, le nostre uscite si sono diradate di moltissimo, e le amicizie vanno coltivate, quindi... La cosa buffa di tutto ciò è che in realtà non ne sento il peso più di tanto. Voglio dire, è ovvio che mi piacerebbe molto uscire con una grossa comitiva ogni sera, ma anche il passare i weekend a casa sua mi dà piacere. Mi chiedevo se c'è un tempo per tutto... e se è così, allora c'è un tempo anche per le amicizie, e uno per la vita in due? Oppure se in realtà l'amicizia serve solo a riempire un vuoto, un settore che un rapporto di amore non può (o non deve) colmare, anche se può essere il più bel rapporto del mondo. Voglio dire: mi trovo qui a 33 anni, fondamentalmente senza amici vicini (i più stretti che ho sono dall'altra parte degli appennini) e frequento solo il mio compagno, e nonostante questo sto bene... sono io che mi accontento o sto impazzendo? O forse va veramente bene così? Comunque (a beneficio di Underworld che apprezza le mie scelte musicali) oggi ho riascoltato dopo anni un vecchio LP (l'unico) dei Cube (quelli della sigla di Discoring del 1983) che conteneva una canzone troppo carina dal titolo "Prince Of The Moment". ("...too bad it ain't your move, ooh give me some time to step out line by line..."). Si intitolava (molto gayamente) "Can Can In The Garden".

postato da Exteban alle ore 01:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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venerdì, 09 maggio 2003

Fisse sbagliate e Depeche (e il nesso tra le 2 cose?)

Non scrivo molto in questo periodo, non so perchè... forse sto attraversando una fase banale della mia vita, o forse solo contemplativa... in compenso sto molto rivalutando il mio organo riproduttivo che per anni ho denigrato e considerato inadeguato al mio corpo, come un parente "pecora nera" della famiglia. Non sapei perchè, ma l'ho osservato bene, e ho concluso che è anche abbastanza aggraziato... ci ho solo messo 18 anni x arrivare a 'sta conclusione... Giusto per parlare di quando avevo 15 anni, mi torna ora una sensazione... Leave In Silence dei Depeche Mode, l'album era A Broken Frame, mi fu regalato per il mio 15mo compleanno, e questa canzone mi ricorda i fine settimana passati a Colleferro a casa di mia nonna, quella sensazione strana ogni volta che si ritornava a casa la domenica sera... What can I say, I don't wanna play anymore, what can I say, I'm heading for the top, I can't stand this emotional violence, leave in silence... (vado a memoria)

postato da Exteban alle ore 15:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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Blogger: Exteban
extebanessential.splinder.com ...un modo per conoscere le mie passioni, i miei amori, la mia storia.


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