Tratto dall'edizione online del Corriere della sera:
IL PROFESSOR M.
All'inizio di giugno, la sua nuova scuola ha chiesto con urgenza l'invio di un ispettore. L'arrivo del docente non è stato indolore. Il trasferimento era stato deciso al termine dell'anno scolastico 2005/2006. Ma un professore di ruolo non può essere scambiato con un suo simile. Per fargli spazio, viene rimosso un supplente con contratto annuale. Uno bravo, scrupoloso. I suoi studenti inscenano una manifestazione di protesta sotto le finestre dell'Ufficio scolastico provinciale. Non si cambia ad anno iniziato, è il loro ragionamento.
Con grande abnegazione, il professor M. esordisce il 19 febbraio con una settimana consecutiva di lavoro, durante la quale fa domanda al preside per ottenere l'autorizzazione a svolgere una seconda attività. Visti i precedenti, permesso negato. Il professor M. comincia a non farsi più vedere. Il primo certificato di malattia è del 26 febbraio. Ne fioccano altri, tutti con la curiosa caratteristica di essere stilati in una località distante 1.110 chilometri da Milano, suo luogo di residenza. I periodi di malattia cominciano sempre di lunedì, come se vi fosse la volontà di non rientrare a scuola dopo il weekend.
Quando c'è, è peggio. Ai suoi studenti di quarta dice chiaramente che per lui la scuola è un passatempo, nella vita ha un altro lavoro. All' ennesimo certificato di malattia, fine aprile 2007, il preside nomina un supplente, nonostante la situazione economica non florida della scuola, per accontentare gli studenti e i loro genitori inferociti.
Il quale, va detto, ha una sua coerenza. Avendo capito dalle precedenti esperienze che nulla gli può capitare, applica alla nuova scuola i comportamenti tenuti in quella vecchia. La prima indagine alla quale venne sottoposto, maggio 2005, era stata chiamata a gran voce proprio da quegli studenti che pochi giorni fa sono stati infilzati alla maturità. L'ispettore scoprì che il professor M. era già stato segnalato nel 1996 dal preside di allora dopo i risultati disastrosi ottenuti dai suoi alunni all'esame finale.
Tre anni dopo era stata proposta una ispezione sul suo conto, mai avvenuta. Entrando nel merito, l'ispettore rileva «il numero elevatissimo di assenze e la loro collocazione strategica soprattutto in determinati periodi dell'anno scolastico e le gravi difficoltà e carenze di apprendimento lamentate dagli studenti». Nel 2002-2003 le assenze sono state pari al 72 per cento del suo orario di servizio; nel 2003-2004 si scende al 61%. Il sospetto di tutti è che il suo secondo lavoro si svolga tra Milano e la sua terra di origine, alquanto lontana. L'ispettore parla con gli alunni. «Quando non ha voglia di fare lezione si mette a parlare di cucina o dei suoi viaggi». «Quasi sempre dice che è stanco, e quindi si mette a leggere il giornale pretendendo silenzio».
Gli studenti si dichiarano scoraggiati. Per l'atteggiamento dell'insegnante, che al ritorno dai suoi periodi di malattia gli rifila una media di 70-90 pagine al giorno da studiare con relativi esercizi, senza averle prima spiegate in classe. Assegna 30 problemi (la sua è una materia scientifica) alla volta e il giorno dopo, prima di aprire il giornale, fornisce solo i risultati senza motivarne logica e passaggi. Poi, ogni tanto, li interroga in massa e li bastona. Nel colloquio con l'ispettore non ritiene di dover fare di più, sostenendo che la colpa è dello scarso materiale umano che compone le classi in questione. Va notato che i suoi alunni avevano ottimi voti in ogni materia tranne una, la sua. Al termine dell'indagine, l'ispettore proponeva di assegnare il prof M. «ad incarico diverso da quello dell'insegnamento, che lo veda impegnato (sempre che di impegno egli sia capace) in attività che non comportino l'assunzione delle responsabilità connesse con l'esercizio della funzione docente, da lui del tutto negletta».
I pareri degli ispettori però non sono vincolanti. Se l'interessato fa ricorso, e lo fa quasi sempre, si riparte da capo. Nel 2005 la pratica finì a Roma, alla Sezione disciplinare del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, organo anche di tutela sindacale e quindi per sua natura portato a sopire. Per il professor M. si decise di non decidere. Venne mandato un altro ispettore, che salomonicamente suggerì il trasferimento per incompatibilità ambientale. I nuovi studenti del professor M. ringraziano, commossi e preoccupati.
Marco Imarisio
17 luglio 2007
Non ho parole... sono sgomento... e ammirato... vorrei fare i complimenti a questo professore che ha trovato il modo di metterlo in culo a tutta l'amministrazione pubblica e passarla liscia. Vorrei anche potergli carezzare la schiena con una mazza da baseball, non fosse altro per tutti quei precari molto più degni di lui che non riescono a trovare un posto nella scuola. Muoia presto, professore, liberi un posto, faccia una cosa (ALMENO UNA) utile nella vita, visto che ora ci sta rubando lo stipendio.
Occazzo, allora io non ci ho capito nulla... io che ormai di fede ne ho così poca! Ho trovato il sistema. Domani vado all'AVIS e mi porto appresso il mio parente prete. Chissà che non riesco a diventare cardinale!
Mio caro, "Erozero" è il titolo di un album (1979 - Zerolandia PL 31436... ti serve altro?), non di una canzone... ma manco questo sai? ma che sei RZ per davvero?
Mimetizzati? Ossignur... E comunque, se avessi letto per bene, ti saresti accorto, qualche post più addietro di questo, che io rivendicavo la mia fede sorcina già dal 1980... mi ripeto: io c'ero anche quando RZ faceva uscire dischi che ora si vergogna di ristampare (Leoni si nasce, Soggetti Smarriti, etc.)
19 Aprile 2008 - 23:08
Ti riporto le parole di Zero, così capisci cosa voleva dire: "Per parlare di diversi devi essere diverso. La diversità non ha aiutato me, né Pasolini né Oscar Wilde. La persona diversa è più sensibile, fa paura perché ha talento e libertà. La diversità è un premio e non significa necessariamente omosessualità o perversione. Cristo è stato il primo diverso."
Diverso non significa gay, ficcatelo in testa. I poveri, gli zingari, i vu cumprà, i drogati, i matti, i vecchi, gli alcolizzati, i depressi, i malati... Le persone che soffrono e sono isolate o che vengono discriminate dai più, questi sono i diversi!!!
"Diverso non significa gay"... hmmm... ah... ok... allora da oggi in poi, ragazzi, andiamo in strada a prendere per il culo gli etero, andiamoci a scandalizzare se un ragazzo e una ragazza si baciano su una panchina, andiamo a dare fuoco alle librerie etero... se in mezzo a I poveri, gli zingari, i vu cumprà, i drogati, i matti, i vecchi, gli alcolizzati, i depressi, i malati ci metti "i gay", vedrai che la frase fila lo stesso... giusto a titolo informativo, fino agli anni 70 (mi pare) l'omosessualità era considerata una malattia. La cosa bella è che ti contraddici da solo quando dici: "che vengono discriminate dai più, questi sono i diversi!!!" Tesorino, ma mica penserai davvero che gli omosessuali non vengono ormai più discriminati? Ah si? Davvero? E da quant'è che è passato il bianconiglio?
"MA TU RIESCI A PENSARE CON LA TUA TESTA O TI SEI DISTILLATO IL DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI E DELLE CITAZIONI E TE LO SEI SPARATO IN VENA (come la fede di RZ)?
ECCHECCAZZO, uno non può avere un'idea cinica di un cantante che ha amato, che mezzo mondo è lì a martellarti per farti cambiare idea. Sembrate quelli di Scientolgy, voi sorcini dell'ultima ora...
P.S. Certo che separare i gay dal resto della categoria dei discriminati (I poveri, gli zingari, i vu cumprà, i drogati, i matti, i vecchi, gli alcolizzati, i depressi, i malati) è proprio la discriminazione assoluta... addirittura discriminati di serie B